Mi chiamo Davide.
Testa grande, occhi buoni e un po’ di panza
(ma mi sono iscritto in palestra!).
Credo che le cose si possano cambiare. Anche dove sembrano già perse.
Cosa faccio.
Da piccolo ho fatto lo scout, il seminarista e il centrocampista.
Da grande mi sono laureato in Giurisprudenza e ho scelto di fare l’imprenditore sociale.
Oggi porto questa esperienza anche nel mio ruolo di consigliere regionale della Campania.
Cosa vuol dire?
Creo, scrivo e curo progetti innovativi a impatto sociale. Trovo i fondi, definisco la strategia, metto insieme le persone giuste e seguo ogni fase.
Sviluppo soprattutto progetti con una forte vocazione anticamorra, culturale e sociale, cercando di portare lo stesso metodo anche nel lavoro istituzionale: ascoltare i problemi e trasformarli in proposte concrete.
Perché?
Forse per una missione familiare.
Quando avevo solo due anni, mio nonno Lucio D’Errico fu ucciso dalla camorra perché si rifiutò di pagare il pizzo. Era un imprenditore onesto e pagò il suo “NO” alle logiche criminali con la vita.
Quella storia ha segnato la mia famiglia per sempre. Nonno mi ha insegnato che contro le ingiustizie non bastano le parole: bisogna esserci, metterci la faccia, le mani, il corpo.
Perché?
Forse per una missione familiare.
Quando avevo solo due anni, mio nonno Lucio D’Errico fu ucciso dalla camorra perché si rifiutò di pagare il pizzo. Era un imprenditore onesto e pagò il suo “NO” alle logiche criminali con la vita.
Quella storia ha segnato la mia famiglia per sempre. Nonno mi ha insegnato che contro le ingiustizie non bastano le parole: bisogna esserci, metterci la faccia, le mani, il corpo. Fare. Agire. Costruire. Senza voltarsi mai dall’altra parte.
Impresa Sociale.
Dalle parole agli atti.
Oggi sono consigliere regionale della Campania. Porto nelle istituzioni le storie, i bisogni e le proposte che raccolgo sul territorio, cercando di trasformarli in atti concreti.
Proposte di legge, mozioni, interrogazioni e altre iniziative: nella mia scheda sul sito del Consiglio regionale puoi seguire tutto il lavoro che sto portando avanti, passo dopo passo.
Ho scritto un libro.
“Contro i Giganti” è un saggio dove racconto come il futuro della democrazia sia minacciato da una crisi di struttura, di emozioni e di pensieri. Mentre dei terribili giganti minacciano il futuro, le nostre classi dirigenti si rotolano nel fango dello scontro personale e ideologico. Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è una speranza.
Il tempo della democrazia non è finito: sta a noi riprendercelo.
Contro i Giganti.
Difendere la democrazia al tempo delle autocrazie.
Il libro di Davide D’Errico
“Come Davide che con una fionda, con una semplice fionda, uccise Golia, così la Democrazia, con un pensiero politico nuovo, può uccidere i Giganti del nostro tempo. Ci avete rotto la democrazia, è vero. A noi tocca amarla, ricostruirla, rinnovarla. Ma come?”
Una ferita, una forza.
Qualche anno fa, mio padre si è ammalato di uno di quei mali incurabili e senza nome che hanno cambiato completamente la mia vita. Papà è il mio eroe e sta affrontando con coraggio il declino di una terribile malattia degenerativa.
La sua malattia mi ha segnato molto. Mi ha fatto sprofondare nel dolore. Ma mi ha anche ispirato tanto. Soprattutto, mi ha fatto capire che le malattie degenerative non sono solo le malattie del malato, ma di tutta la famiglia. Per questo, appena eletto in consiglio regionale ho scritto una legge per le famiglie che hanno parenti con gravi disabilità e malattie incurabili.
Se hai un perché.
Questo è un pezzettino della mia storia e dei miei perché, grazie ai quali ho cominciato ad impegnarmi nel lavoro, nelle associazioni e in politica.
Tutto nasce dai perché che ci ispirano ad agire.
Se anche tu hai un perché, un’idea, o sogni di mettere il tuo corpo contro le ingiustizie, scrivimi.
Mi chiamo Davide.
Testa grande, occhi buoni e un po’ di panza
(ma mi sono iscritto in palestra!).
Credo che le cose si possano cambiare. Anche dove sembrano già perse.
Cosa faccio.
Da piccolo ho fatto lo scout, il seminarista e il centrocampista.
Da grande mi sono laureato in Giurisprudenza e ho scelto di fare l’imprenditore sociale.
Oggi porto questa esperienza anche nel mio ruolo di consigliere regionale della Campania.
Cosa vuol dire?
Creo, scrivo e curo progetti innovativi a impatto sociale. Trovo i fondi, definisco la strategia, metto insieme le persone giuste e seguo ogni fase.
Sviluppo soprattutto progetti con una forte vocazione anticamorra, culturale e sociale, cercando di portare lo stesso metodo anche nel lavoro istituzionale: ascoltare i problemi e trasformarli in proposte concrete.
Perché?
Forse per una missione familiare.
Quando avevo solo due anni, mio nonno Lucio D’Errico fu ucciso dalla camorra perché si rifiutò di pagare il pizzo. Era un imprenditore onesto e pagò il suo “NO” alle logiche criminali con la vita.
Quella storia ha segnato la mia famiglia per sempre. Nonno mi ha insegnato che contro le ingiustizie non bastano le parole: bisogna esserci, metterci la faccia, le mani, il corpo. Fare. Agire. Costruire. Senza voltarsi mai dall’altra parte.
Impresa Sociale.
Da quando ho 18 anni ho fondato diversi enti non profit per occuparmi di bambini senza futuro e luoghi senza opportunità: dal recupero di beni confiscati alla camorra, alla rigenerazione urbana di vicoli dimenticati; dal volontariato internazionale, ai progetti europei per i giovani; dallo sviluppo di tour in realtà virtuale all’impegno in carcere. Realizzo progetti di impresa sociale, culturale e di innovazione sociale. Tipo?
Dalle parole agli atti
Oggi sono consigliere regionale della Campania. Porto nelle istituzioni le storie, i bisogni e le proposte che raccolgo sul territorio, cercando di trasformarli in atti concreti.
Proposte di legge, mozioni, interrogazioni e altre iniziative: nella mia scheda sul sito del Consiglio regionale puoi seguire tutto il lavoro che sto portando avanti, passo dopo passo.
Ho scritto un libro.
“Contro i Giganti” è un saggio dove racconto come il futuro della democrazia sia minacciato da una crisi di struttura, di emozioni e di pensieri. Mentre dei terribili giganti minacciano il futuro, le nostre classi dirigenti si rotolano nel fango dello scontro personale e ideologico. Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è una speranza.
Il tempo della democrazia non è finito: sta a noi riprendercelo.
Contro i Giganti.
Difendere la democrazia al tempo delle autocrazie il libro di Davide D’Errico
“Come Davide che con una fionda, con una semplice fionda, uccise Golia, così la Democrazia, con un pensiero politico nuovo, può uccidere i Giganti del nostro tempo. Ci avete rotto la democrazia, è vero. A noi non tocca amarla, ricostruirla, rinnovarla. Ma come?”
Una ferita, una forza.
Qualche anno fa, mio padre si è ammalato di uno di quei mali incurabili e senza nome che hanno cambiato completamente la mia vita. Papà è il mio eroe e sta affrontando con coraggio il declino di una terribile malattia degenerativa.
La sua malattia mi ha segnato molto. Mi ha fatto sprofondare nel dolore. Ma mi ha anche ispirato tanto. Soprattutto, mi ha fatto capire che le malattie degenerative non sono solo le malattie del malato, ma di tutta la famiglia. Un giorno, sogno di poter contribuire a scrivere una legge su questo per le famiglie dei malati degenerativi.
Se hai un perché.
Questo è un pezzettino della mia storia e dei miei perché, grazie ai quali ho cominciato ad impegnarmi nel lavoro, nelle associazioni e in politica.
Tutto nasce dai perché che ci ispirano ad agire. Se anche tu hai un perché, un’idea, o sogni di mettere il tuo corpo contro le ingiustizie, scrivimi.
“Quando si sogna da soli è un sogno, quando si sogna in due comincia a diventare realtà.”